Natura, cultura e corsa in Oman: la mia OmanByUtmb

Ci sono tantissimi modi per visitare un paese sconosciuto: quello che piace a me è entrare in sintonia con nuovi paesaggi, persone, culture, tradizioni e sapori.

UTMB by Oman.Credit Lloyd Images / Kelvin Bruce

Come più volte vi ho raccontato, la corsa su lunga distanza mi permette di trovare questa sintonia, correndo nella natura e tra i sentieri provo ogni volta a scoprire un paese sotto diverse angolature.


L’Oman è un posto che ti induce alla vita all’aria aperta, in Oman c’è davvero tutto. 


Qui abbiamo il mare, le colline, il fiume il deserto e delle meravigliose montagne. Senza nulla togliere a città incantevoli come Muscat, con la sua moschea, immensa e di una bellezza rara, il mercato, gli splendidi edifici del sultano.

La natura qui però  fa da padrona, e rende questo paese imperdibile per gli amanti degli sport outdoor

Ad una sola ora dalla capitale è possibile visitare gli ambienti più diversi e incredibili.

Sono stato in Oman di recente come inviato della rivista Correre Magazine per correre la gara lunga della OmanByUTMB.  Il mio soggiorno, è stato in parte organizzato da Oman Sail, agenzia specializzata in viaggi di carattere sportivo, che ha mostrato grandissima professionalità in ogni dettaglio.

Proverò con questo articolo a raccontarvi la mia esperienza di visita in Oman e cosa scoprire in una breve visita alla capitale Muscat ai suoi dintorni.

1° giorno: Visita alla Sultan Qaboos Grand Mosque e ai Wadi vicino Muscat

Dovete sapere che io da sempre amo il Medio oriente, ho girato molti paesi sono affascinato dalla cultura araba, mi piace la gente, mi sento in totale sintonia con questi posti. 
Prima di arrivare qui in Oman, ho visto tante moschee: le magnifiche Siriane purtroppo molte ormai distrutte dalla guerra, l’immensa moschea di Istanbul, Casa Blanca, quelle del dei balcani, e poi ancora altre in Marocco e Tunisia.

Ma torniamo a Muscat: qui la Moschea ha davvero un fascino unico, forse perché più moderna, forse perché è inserita in un contesto urbano che unisce tradizione e modernità.Da non perdere il lampadario in cristallo Swarovski, il tappeto persiano gigante realizzato a mano (il secondo per grandezza nel mondo) e il rivestimento marmoreo.


Lampadario mosche Mauscat Swarovsky
Il maestoso lampadario Swarovsky della Moschea

La visita alla Moschea mi emoziona ancora una volta: si tratta della terza più grande al Mondo, mi rapisce letteralmente e mi porta subito a pensare a quanto l’Oman sia unico.

Usciti dalla Moschea, percorriamo un’ora di tragitto in auto, e  ci troviamo a visitare uno dei tipici Wadi omaniti: si tratta di vere e proprie oasi nel deserto,  depressioni più o meno profonde, sono dove di solito alla base scorre un fiume che può essere permanente o presente solo in conseguenza di precipitazioni; sono caratterizzati da improvvise alluvioni che talvolta possono essere molto pericolose.

In conseguenza alla presenza dell’acqua, il terreno è più fertile che altrove e quindi il fondo del wadi è spesso rigoglioso di vegetazione e spesso viene coltivato; alcuni wadi sono disabitati altri invece hanno piccoli villaggi.Qui scopriamo un fiume verde smeraldo: una bella passeggiata ed un bagno rinfrescante nel fiume completano la giornata.

Wadi Muascta
Un tipico Wadi in Oman

In Oman il caldo è sempre presente, ma mai fastidioso, sarà la mancanza di umidità, comunque anche nelle ore più calde la temperatura la si sopporta molto bene.

Arriviamo finalmente al momento tanto atteso, anche da me: la cena.
La nostra prima cena si svolge al Chedi Hotel, uno degli alberghi più belli della città.
Il ristorante è come direbbero i francesi “pied dans l’eau” una vista straordinaria, menù per me solo vegetale, insomma una serata praticamente perfetta. 
Io ceno in compagnia di Francesca Canepa, una delle atlete italiani più forti in questo momento, persona deliziosa, molto semplice. Scopro che ama il mare, che pur vivendo in Val d’Aosta adora nuotare. Chiacchieriamo della bellezza di viaggiare, di allenamenti, di gare e la serata vola, in me rimane la voglia di tornare a Muscat e alloggiare in questo hotel, è un sogno vero. 

2° giorno: escursione in barca alle Isole Daymaniyat

La mia seconda giornata a Muscat prevede una bellissima escursione in motoscafo: salpiamo alla scoperta delle Isole Daymaniyat.

Si tratta di una riserva naturale incredibile, a pochi chilometri dalla capitale, un paradisio naturale rimasto praticamente intatto dall’invasione turistica.

Le isole Daymaniyat, situate a pochi chilometri al largo della capitale Muscat, sono un arcipelago formato da 9 piccole isole rocciose di colore ocra, adagiate sull’incontaminato mare blu del Golfo Persico.Un puntino minuscolo in mezzo al mare, quasi invisibile.

Nonostante le dimensioni, queste isole rappresentano un vero e proprio paradiso terrestre brulicante di vita, la destinazione perfetta se desiderate vivere una giornata indimenticabile a stretto contatto con la natura.

Oramai ne sono davvero certo: tutto in questo paese c’è davvero tutto. 

Le acque coralline dell’isolotto Daymaniyat

A questo punto è arrivato il momento di partire per Nizwa, il posto dove comincia la gara. Il viaggio in autobus ci fa attraversare una parte del paese, attorno a noi montagne, tante montagne bellissime e piene di roccia, ci danno subito un antipasto di quello che sarà la nostra gara, si preannuncia tecnica sicuramente, quelle montagne possono essere solo così. 

OmanbyUTMB:  un accenno alla gara

Della mia OmanbyUTMB ho parlato in modo molto dettagliato nell’articolo che uscirà sulla rivista Correre di gennaio e che vi invito caldamente a leggere.
L’esperienza che ho vissuto è stata talmente tecnica, sfiancante, intensa e appagante al tempo stesso, da meritare un articolo a parte per poterle rendere giustizia.

Qui mi basti dire che l’accoglienza al villaggio gara è stata calda e davvero incredibile: i numeri sono impressionanti per una gara di running in Medio Oriente.

Sono stati registrati 2000 partecipanti, suddivisi tra la 170 km, la 130 km, l 50 km e la 10km per ragazzi e principianti, con 69 paesi rappresentati.

Per me si è trattato di un’esperienza di scoperta, come ogni volta, e di performance davvero dura e tecnica: sono orgoglioso e felice di aver raggiunto il traguardo in ventesima posizione, rappresentando il mio paese l’Italia.

Una menzione speciale vorrei dedicarla all’altra grande Italiana, Francesca Canepa, al primo posto sul podio della gara da 130 Km.

Cosa mi porto a casa dalla Oman by UTMB?

Sicuramente un bellissimo percorso.

 Correre per così tanti km ti permette di entrare in relazione con un territorio, poter per ore ed ore godere di questi panorami ti fa venire voglia di viverli ancora, di tornarci. 
L’organizzazione dell’UTMB è eccezionale, ti fa rendere conto di quanto questo sport sia in grande crescita, sicuramente ci sono delle riflessioni da fare sull’evolversi di questo sport.
Ho già scritto come noi runners, vogliamo percorsi che siano anche godibili e veloci, secondo le nostre possibilità.

Il mio augurio dopo questa esperienza è che anche le grandi organizzazioni internazionali possano muoversi sempre più in questa direzione, per consentire una reale e maggiore diffusione di questo sport stupendo.

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