Manca una settimana alla Marathon Des Sables

La Marathon des Sables è la prima delle due maratone a cui parteciperò per #RunBefore2050, il progetto che vuole attivare la consapevolezza circa i cambiamenti climatici, mediante il racconto di due esperienze sportive in ambienti estremi.

Il deserto forse il luogo più rappresentativo del globo, dove i cambiamenti climatici stanno aumentando la desertificazione quotidianamente, il deserto dove i drammi della plastica abbandonata creano distese di rifiuti. Il deserto con il suo silenzio, le sue stellate infinite i suoi silenzi le sue dune.

250 km di pensieri sofferenza sudore e cuore. La corsa non come puro divertimento ma parlare di altro, la corsa come metafora di vita andare avanti, con calma senza fermarsi ma con tanta costanza. Cadere e rialzarsi, soffrire e sorridere.

La MDS, giunta alla sua 33a edizione, è una gara di corsa che si svolgerà nel deserto del Marocco, dal 6 al 16 aprile.

Consiste in un percorso di circa 250 km, divisi in tappe, in cui ogni partecipante dovrà essere autosufficiente per quel che riguarda il cibo, i propri materiali tecnici e di sicurezza.

Date le caratteristiche intrinseche dell’ambiente in cui si svolge e le regole della competizione, la Marathon des Sables è, prima di tutto, basata sulla pianificazione.

Questa volta non saranno solo le energie a dover essere dosate, ma anche il proprio cibo e attrezzatura.

La semi-autonomia (solo l’acqua viene data dall’organizzazione, il resto è tutto nello zaino) alimentare è uno dei motivi per cui ho scelto di partecipare a questa gara. Mi ha permesso di lavorare insieme a due grandi professionisti Felicina Biorgi e Ferdinando giannone per costruire una dieta equilibrata per una settimana, andando a calcolare il fabbisogno energetico del mio corpo e studiare un vero e proprio menù per una settimana.

Ferdinando Giannone, nutrizionista e divulgatore scientifico dell’associazione Benmivoglio mi ha aiutato a scegliere ogni singolo ingrediente che sarà nel mio zaino. Un menù equilibrato che mi permetta di stare bene e mangiare cose buone.

Felicina Biorgi, biologa nutrizionista dell’Università di Torino specializzata in sport di Endurance, mi sta monitorando con diversi esami che racconteremo prossimamente, per andare a vedere come un corpo allenato reagisce ad uno sforzo come questo è per programmare insieme la preparazione delle prossime tappe.

Durante la maratona effettiva (dall’8 al 14 aprile) ognuno dei partecipanti dovrà essere autosufficiente: ciò significa che dovremo avere sempre il materiale di sicurezza obbligatorio, i nostri ricambi, accessori e amministrare il nostro cibo e l’acqua. Il cibo dovrà essere già pronto al momento della partenza: il regolamento prevede che ognuno di noi abbia con sè cibo equivalente ad almeno 2000 Kcal per ogni giorno di gara che manca all’arrivo (14000 alla partenza, 12000 il secondo giorno, 10000 il terzo e così via.) Tutto il cibo, anche quello non confezionato, deve riportare un’indicazione del suo valore calorico.

L’acqua viene consegnata sul posto, alla partenza di ogni tappa e ai check point, ma anche qui si devono operare delle scelte: se ad esempio è prevista la consegna da 1,5 L a 3 L, si può scegliere la quantità minima, ma la quantità a cui si rinuncia non potrà più essere recuperata.

Gestire il peso degli oggetti e del cibo è fondamentale.

Lo zaino, di conseguenza, è un elemento importantissimo: deve contenere tutto l’equipaggiamento e il cibo, e deve essere fatto in modo da non  far male alle spalle e alla schiena, sollecitate dal continuo sfregamento oltre che dal peso stesso.

Per quest’esperienza userò il DESERTKAT.

di Ferrino, partner del progetto #RunBefore2050. Uno zaino performante studiato per il deserto, e per gare come questa a tappe. Uno zaino capiente comodo leggero e resistente. Lo sarà sempre con me, ogni km della gara, l’attrezzatura in gare considerate “estreme” non è un vezzo ma una necessità primaria, gli imprevisti sono tanti tutto ciò che è prevedibile va studiato nel dettaglio.

Per maggiori info vi invito ad andare sul nuovo sito di Ferrino.

https://www.ferrino.it/

Nel deserto la temperatura diurna è di 30°C, e scende a 14°C durante la notte. Per questo, nell’attrezzatura obbligatoria, è incluso un sacco a pelo per dormire, anche in questo caso Ferrino mi coccolerà con un piccolo sacco a pelo che sta nello zaino ma tiene caldo!

Oltre ai giusti e rigorosi controlli sull’attrezzatura, sul cibo e sullo stato di salute di ogni partecipante, l’organizzazione è particolarmente severa nel controllare che nessuno abbandoni rifiuti di alcun genere lungo il percorso.

Ogni bottiglia d’acqua fornita riporta il numero del concorrente, quindi è facile risalire a chi disattende il divieto di abbandonare le bottiglie vuote.

I rifiuti non sono l’unica preoccupazione dell’organizzazione che già dalle edizioni passate si impegna a ridurre la propria carbon footprint, cioè la totalità dei gas serra prodotti durante lo svolgersi dell’evento.

I caravan dell’organizzazione consumano grandi quantità di energia elettrica per usare i computer, ricaricare i telefoni, i dispositivi GPS e gestire le attività ai check point. La soluzione standard in questi casi è l’uso di generatori alimentati a diesel.

L’Atlantide Organisation Internazionale (l’ente organizzatore della MDS) da anni sceglie di usare generatori alimentati ad energia solare che, a dirla tutta, nel deserto non manca.

In questo modo persegue l’obiettivo di ridurre l’impatto negativo della gara sull’ambiente e, contemporaneamente, dimostrare che è possibile gestire un evento di questa portata adottando soluzioni alternative e virtuose.

In quest’avventura che coinvolgerà 1078 runner da tutto il mondo, sarà presente anche Salvatore Rindone: amico, compagno di allenamenti mattutini e titolare dell’Angolo dei Sapori, uno dei primi sponsor che ha accettato di sostenere #RunBefore2050.

Potrete seguire i nostri progressi cercando il nostro numero su http://www.marathondessables.com/

1038 (Alotto Oliviero) e 1021 (Rindone Salvatore).

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