Lo sport tra la testa e il cuore: le Principesse di Torino

Mi interrogo costantemente su cosa sia lo sport.

 

In questi giorni, in cui mi capita quotidianamente di parlare di corsa, di ambiente, di sfide, di responsabilità ambientale di impresa, di motivazione, mi è ancora più chiaro come lo sport sia qualcosa che mi fa stare bene, che mi mette in equilibrio con il mondo, che mii permette di essere nella natura, con la natura e per la natura.

 

Oggi per fortuna l’ambiente è diventato argomento mainstream, oggi tutti parlano di cambiamenti climatici:

è come se ad un certo punto fossimo tutti diventati più attenti all’ambiente.

 

 

 Per me lo sport è prima di tutto testa, il motivo per cui mi piace fare lunghissime distanze sta proprio lì:

sta nel mettere in discussione ogni metro tutto me stesso, continuare a trovare la motivazione che pensavo non esistesse, scavare nel profondo delle mie forze e trovare che c’è ancora tutta l’energia per andare avanti.

 

Poi c’è lo sport come agonismo: l’atletica, il gesto quella fame di vincere e quella capacità, non mia ma degli atleti veri, di togliersi un freno inibitore e sentire per tutta la gara il cuore in gola.

 

Io il cuore in gola lo sento in altre occasioni. E oggi vorrei raccontarvi una di queste, che ho la fortuna di condividere con una grande amica e “collega”, accompagnandola qualche volta nei suoi percorsi.

Lo sento quando grazie a Carlotta( Running Charlotte per molti) mi trovo in collina, su uno sterrato con più di venti persone “ normali” che si ritagliano un’ora tra faticose giornate dense di impegni lavorativi e familiari, per venire con noi a correre, camminare, respirare il profumo dei fiori di sambuco.

In quell’ora queste donne vivono vivono in equilibrio con loro stesse, dedicandosi del tempo per loro, per i loro polmoni per i loro polpacci doloranti.

 

Sto parlando de “ Le Principesse di Torino”, un gruppo meraviglioso che Carlotta ha saputo accompagnare in giro per la nostra città, alla coperta di luoghi magici, utilizzando lo sport e il gesto della corsa come strumento di vita.

 

 Lo sport annienta le barriere sociali, lo sport ci fa respirare tutti la stessa aria, la stessa fatica:

in quel momento il sudore è identico e poco importa se il mio battito cardiaco è più accelerato del tuo, se alzo di più o di meno la gamba, importa perché siamo lì a correre e sudare insieme siamo lì invece di essere altrove.
Questa sera abbiamo avuto il coraggio di prenderci del tempo per noi stessi.

 

Carlotta con il suo lavoro sta facendo una piccola grande rivoluzione: sta raccontando che la violenza sulle donne non è solo la disgustosa violenza fisica, ma è quella incapacità di tutti noi di destinare del tempo a noi stessi per essere poi in equilibrio con gli altri.

 

Queste sono le Principesse e i Principi: quelle magliette colorate che vedete ogni tanto sul fiume, qualche volta in collina, o alle 5 del mattino su e giù per il parco del Valentino: perché si sa le donne hanno più forza di volontà degli uomini, e sono loro che se decidono che alle 5 vanno a correre alle 5 vanno a correre. Cascasse il mondo: ma il loro resta in piedi.

 

Impariamo da loro, dalla loro costanza e raccontiamo a tutti quanto lo sport sia anche un momento che prendiamo per stare da soli con noi stessi, non abbiamo paura di stare bene, dedicarsi agli altri lo si può fare solo se e quando si è in equilibrio, altrimenti diventa effimero gesto atletico, meraviglioso ma del tutto effimero.

 

 Grazie Principesse, correte per tutti noi.

 

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