Keep Clean And Run….

“Il 75 % dei rifiuti in mare proviene dall’entroterra ed è trasportato dai fiumi.” (Roberto Cavallo)

Nella carriera di ogni runner si incontrano persone che possono davvero cambiare la vita: una di  queste è per me Roberto Cavallo, ideatore del movimento e runner per Keep Clean and Run.

Si tratta dell’evento centrale per la campagna di sensibilizzazione contro il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti Let’s Clean Up Europe.

Cinque anni fa, ho deciso di aderire con Roberto all’eco-maratona durante la quale noi runner raccogliamo rifiuti abbandonati lungo il percorso con lo scopo di informare e sensibilizzare la cittadinanza sulle conseguenze rovinose di questo fenomeno per il nostro eco-sistema.

Perchè corro la KeepClean and Run?

Bisogna vivere la vita, saperla leggere, sapersi fermare, saper correre ogni giorno, saper soffrire e saper dire grazie.

Se ripenso a quello che è successo nella mia vita sportiva fino ad oggi, ci sono delle pietre miliari, e sicuramente la Keep Clean and Run, rappresenta una di queste pietre, uno di quei punti di partenza.

Tutto è cominciato un giorno durante una gara, quando ho incontrato Roberto Cavallo, che era alla sua prima volta ai blocchi di partenza.

Ci conoscevamo da sempre, lui è un noto ambientalista ed io sono appassionato di corsa e molto vicino al mondo ambientalista.
Due chiacchiere prima della partenza, giusto il tempo di dirgli che quell’estate avevo fatto da Aosta a Ventimiglia di corsa da solo lunga la Grande Traversata delle Alpi.
Roberto, con quel suo sguardo profondo, e prospettico mi fa due domande, che nascondono molto, e poi dice: “ci sentiamo nei prossimi giorni”.

Da lì a pochi minuti aveva inventato un progetto, eccezionale, fatto di impresa sportiva e sensibilizzazione: come previsto mi chiama e mi propone di rifare da Aosta a Ventimiglia insieme ricostruendo il percorso che fa un rifiuto che dalla montagna arriva in mare, correndo e raccogliendo rifiuti.

 

Partiamo insieme, in un lungo viaggio che per tre anni di fila ci ha portato ad attraversare l’Italia raccogliendo rifiuti e costruendo una grande comunità che si riconosce in questi valori, che ama l’ambiente, e che decide nel proprio quotidiano di non limitarsi a non gettare rifiuti ma a raccogliere quelli abbandonati nei sentieri o nelle città.

Cosa c’è di nuovo? Dove sta la rivoluzione?

Viviamo in un mondo nel quale la denuncia sociale è tutto, dove non esistono più comunità capaci di essere vicine, di educare chi sbaglia, l’individuo è sempre più solo, eppure le persone di buona volontà sono tante.

La vera sfida sta nell’avere la capacità di metterle insieme, e fare massa critica.

Questo non basta, ci vuole la dimostrazione che io per primo lo sto facendo, aggiungendo la sfida, magari sportiva, rendendo tutto mediatico, ma con alla base la sostanza, allora si diventa credibili e capaci di coinvolgere altri.

Keep Clean and Run: la seconda tappa

Domenica 5 Maggio ho partecipato alla tappa di quest’anno della Keep Clean and Run, abbiamo corso ,pedalato, raccolto rifiuti e fotografato discariche abusive, incontrato giornalisti sindaci e ragazzi delle scuole.

Ancora una volta Roberto ci ha insegnato tanto, ci ha fatto capire che se lui corre pedala e china la schiena raccogliendo rifiuto, lo possiamo e lo dobbiamo fare tutti.

Se lo fa lui, allora lo posso fare anche io, e se l’io diventa un noi il mondo migliora.

Troppo poco?

No per me non lo è e pensare che lo è resta solo un alibi, come tutto quello che facciamo.

Non incidere poco perché non è abbastanza è come il bambino che chiede da nascosto dietro ad un dito all’amico cosa vede.

Se è troppo poco fai di più, se quello è il massimo fallo.

Come nella corsa, non esiste dire ho poco tempo, corri 20 minuti sarà meglio che passarli sul divano, e 20 minuti per stare meglio li trovi.

Se vuoi puoi, e noi vogliamo.

Oliviero Alotto

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