Correre una gara a tappe nel deserto: la Gobi March

Un ricordo della Maraton des Sables 2018

È passato poco più di un anno dalla Marathon Des Sables, una gara a tappe nel deserto, o forse sarebbe più giusto dire “la gara a tappe nel deserto”. 

Qui vi raccontavo il mio avvicinamento a questa prima gara nel deserto: gli incontri con il mio amico Salvatore e con tutti i professionisti che mi hanno supportato nella lunga e meticolosa preparazione ad una nuova avventura.

Il tempo vola quando lo trascorriamo divertendoci ed occupandoci di cose che ci fanno stare bene: e in questo ultimo anno di cose me ne sono accadute moltissime, altre ho fatto sì che accadessero con tutte le mie forze.

Tra queste la mia campagna #RunBefore2050 sta occupando un posto centrale nel guidare le tappe che scelgo di percorrere.

Non lo nego: le gare a tappe non sono la mia specialità, anzi forse non sono proprio le mie gare, di fatto sono gare veloci, tappe “brevi” e una sola lunghissima.

 Eppure, come dice la mia amica Katia Figinil’uomo è abituato a muoversi ogni giorno, è nella natura del genere umano migrare e spostarsi a piedi”. 

Alotto e Katia Figini
Con Katia Figini: The Abbots Way 2019

Ora posso dirlo: la Marathon des Sables mi ha cambiato la vita.

Mi ha permesso di vivere il deserto per tanti giorni vedendo solo sabbia, e quei panorami quando ti entrano nelle gambe attraverso la fatica non escono mai più. 

Per cui ancora più che mai, oggi credo che le gare a tappe siano viaggi da vivere con se stessi e con il gruppo.

La Gobi March

Per la mia prossima avventura tornerò quindi nel deserto, questa volta sarà il Gobi a fare da scenario alla Gobi March: una ultra maratona di sei tappe per 250 km, lungo il deserto del Gobi in Cina.

La GobiMarch è una delle sei gare a tappe nel deserto del circuito Racing the Planet: prevede 6 tappe in 7 giorni, praticamente 4 maratone per 4 giorni di seguito, poi 75 km in un solo giorno, un giorno di riposo ed un pezzo finale di 16 km.

Si tratta di una gara estremamente dura, in autosufficienza, il che significherà che dovrò trasportare tutto il mio occorrente per coprirmi, dormire e chiaramente mangiare per i giorni di gara.

La preparazione al deserto

Solo cento persone parteciperanno alla Gobi March ed io sono onorato di essere tra queste!

Ora però è il tempo degli allenamenti, dello zaino da preparare inserendo tutto il materiale obbligatorio ma cercando la leggerezza:  lo zaino sarà il mio compagno di viaggio per sette giorni, sarà sempre sulle mie spalle, dovrò correrci insieme, ho la fortuna di avere uno zaino straordinario con cui trovo benissimo, ma ogni grammo risparmiato nel fare lo zaino sarà una piccola gioia con il passare dei giorni.

Perché di nuovo il deserto?

Torno nel deserto, perché dopo i ghiacci voglio raccontare cosa è la desertificazione, come i cambiamenti climatici stanno facendo danni anche in parti del mondo così remote e così poco raccontate. 

Il Gobi è uno dei luoghi del mondo con maggiore escursione termica.
Pochissime persone, pastori nomadi che vivono muovendosi ogni giorno, come faremo noi, certo noi lo faremo per gioco e per divertirci, ma forse anche questo ci permetterà di essere più empatici con il luogo e quindi capirlo più nel profondo.

Molto più che una gara, il Gobi sarà per me un vero e proprio viaggio, lo condividerò nuovamente con Felicina Biorci, che sta curando e seguendo la mia alimentazione a basso impatto ambientale.

Vogliamo continuare a vedere cosa succede al corpo umano in una situazione così diversa dalla Groenlandia: sui nostri blog e sui canali Social vi racconteremo lo zaino, come si compone, cosa mangerò e soprattutto quali sono gli effetti dei cambiamenti climatici in Asia e in questo deserto.

Continuate a seguirmi e se avete qualche domanda su come preparare una gara a tappe nel deserto, sarò felice di rispondere!

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