Come la tecnologia ci può salvare la vita

Quando si parla di montagna, mi viene naturale pensare subito alla sicurezza. Spesso chi fa il mio sport, viene visto come chi cerca il pericolo, chi non ha nessun tipo di attenzione e pensa solo all’estremo.

Non è così, anzi l’estremo per me è rappresentato sicuramente dal numero di ore che spesso passo correndo o camminando, mi piace vedere la notte arrivare, aspettare l’alba in cima ad una montagna, allontanarmi dalle luci della città smettere di guardare l’orologio e farmi guidare solo dall’arrivo della luna o dell’alba la mattina. 

Tutto molto aulico se vogliamo, poi ci sono i social network, le tecnologie, il nostro bisogno di raccontare tutto in tempo reale o quasi, un gioco che per gente come me diventa qualcosa di più. A me piace pensare che ci siano persone nel mondo che scoprono luoghi remoti anche attraverso le immagini che io gli regalo. Il mio gesto, che non amo definire atletico, ma forse più artistico, vuole essere uno strumento narrativo per raccontale la bellezza del mondo e obbligarci a prendercene cura anche se è lontana da noi.

Molto spesso per fare questo mi trovo in luoghi remoti, non raggiungibili da nulla, dove il telefono non prende, e dove in caso di pericolo sarei da solo. 

Grazie a GARMIN, da quando ho svolto la missione in Groenlandia, dove ho corso 200 km in solitaria per raccontare la fusione dei ghiacciai, in luoghi remoti mi muovo sempre solo con GARMIN InReach®.

InReach® è uo strumento che ti permette di comunicare dove sei in qualsiasi parte del globo tu ti trovi. Ti permette non solo di mandare messaggi a chi ti segue da casa, rendendo così la vita un po’ meno pesante a chi non essendo con me non può sapere se le cose stanno andando bene o male, ma soprattutto permette ai soccorsi, in caso di problemi di trovarti grazie all’esatta posizione GPS nella quale ti trovi. 

Ma non solo, la vera rivoluzione in questo campo è rappresentata dal messaggio bidirezionali, ovvero ad un tuo messaggio il soccorritore può comunicare con te. Questo è rivoluzionario, in quanto ti permette di ricevere informazioni da chi ti cerca, e non soltanto lanciare un messaggio di pericolo e di richiesta di soccorsi, ma di dialogare in modo attivo. Quando sono partito in solitaria per la traversata della Groenlandia, avere nel mio zaino un GARMIN InReach®. mi ha decisamente dato tranquillità, sapevo che avrei potuto contare su un aiuto in caso di necessità. 

Altro dettaglio indispensabile da non sottovalutare è che InReach, a differenza di uno smartphone ha copertura totale, cosa che non avviene con un telefono, la tecnologia infatti è GPS, il che signifca che dialoga tramite e grazie alla rete satellitare che ci permette di essere rintracciati in tutto il mondo e non solo dove c’è copertura telefonica. Non dimentichiamo la batteria, che in alcuni modelli GARMIN InReach® può arrivare a durare 24 giorni e soprattutto che dispositivi come questi vengono accesi solo durante il bisogno, sia anche esso solo l’invio di un messagio una mail o l’aggiornamento dei social e poi spento, il che lo rende estremamente durevole. In più è estremamente resistente ad urti e all’acqua. 

Il servizio oggi è accessibile, rispetto a qualche anno fa è anche economicamente sostenibile, e credo che davvero chi decide di recarsi in luoghi poco raggiungibili dovrebbe decisamente pensare di mettersi al sicuro. Per chi soccorre sapere dove si trova la persona in difficoltà è indispensabile, e spesso non far perdere tempo nella ricerca ai soccorsi può fare la differenza tra la vita e la morte. 

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